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Decreto Rinnovabili: nuove regole per la progettazione

Il decreto legislativo sulle Rinnovabili, approvato il 3 marzo scorso dal Consiglio dei Ministri e firmato dal Presidente Napolitano, detta nuove regole anche sull’integrazione delle rinnovabili negli edifici nuovi e ristrutturati.

fotovoltaicoL’articolo 9* prevede che, nelle nuove costruzioni e negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, gli impianti di produzione di energia termica debbano garantire il contemporaneo rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria e delle seguenti percentuali della somma dei consumi previsti per acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento:
a) il 20% quando la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013;
b) il 35% quando la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016;
c) il 50% quando il titolo edilizio è rilasciato dal 1° gennaio 2017.

Questi obblighi non possono essere assolti tramite impianti da fonti rinnovabili che producano esclusivamente energia elettrica la quale alimenti, a sua volta, dispositivi o impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento.

Inoltre in caso di edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, la potenza elettrica degli impienti alimentati da fonti rinnovabili che devono essere obbligatoriamente installati sopra o all'interno dell'edificio o nelle relative pertinenze, misurata in kW, è calcolata in base alla superficie in pianta dell'edificio a livello del terreno.

Per gli edifici pubblici gli obblighi sono incrementati del 10%.
Nei centri storici (zone A del DM 1444/1968), le percentuali sono ridotte del 50%.
L’impossibilità tecnica di ottemperare, in tutto o in parte, agli obblighi di integrazione delle rinnovabili deve essere evidenziata dal progettista nella relazione tecnica e dettagliata esaminando la non fattibilità di tutte le diverse opzioni tecnologiche disponibili. In tal caso è obbligatorio ottenere un indice di prestazione energetica complessiva dell’edificio  inferiore rispetto al pertinente obbligatorio ai sensi del Dlgs 192/2005 e ss.mm.ii.
Sono esclusi dagli obblighi gli edifici tutelati dal Codice dei beni culturali (Parte seconda e art. 136, comma 1, lettere b) e c)) e quelli tutelati dagli strumenti urbanistici, qualora il progettista evidenzi che il rispetto delle prescrizioni implica un’alterazione incompatibile con i lori caratteri storici e artistici.

L’inosservanza dell’obbligo comporta il diniego del rilascio del titolo edilizio.

Gli impianti alimentati da rinnovabili realizzati per assolvere i suddetti obblighi, accedono agli incentivi statali destinati alle fonti rinnovabili solo per la quota eccedente quella necessaria per il rispetto degli obblighi.

I progetti di edifici di nuova costruzione e di ristrutturazioni rilevanti che incrementano di almeno il 30% le suddette percentuali di fonti rinnovabili, hanno diritto ad un bonus volumetrico del 5%, ferme restando le norme in materia di distanze minime e le aree individuate come zone A. 

Il comma 1 dell’art. 9 prevede che le leggi regionali possono incrementare i valori indicati all’allegato 3.
Poco più avanti però, il comma 6 dispone che gli obblighi previsti da atti normativi regionali o comunali devono essere adeguati alle disposizioni dell’articolo 9 entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso.
Decorso inutilmente questo termine, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 9.

Sono di conseguenza abrogati:
- l’obbligo di prevedere nei regolamenti edilizi, ai fini del rilascio del permesso di costruire, l’installazione di impianti da fonti rinnovabili che producano almeno 1 kW di energia per ciascuna unità abitativa (art. 4, comma 1-bis, del DPR 380/2001). Tale obbligo è scattato il 1° gennaio 2011;
- l’obbligo di produrre con fonti rinnovabili almeno il 50% di acqua calda sanitaria (art. 4, commi 22 e 23, del DPR 59/2009).

* la numerazione degli articoli si riferisce alla bozza del 3 marzo 2011.

   14 Marzo, 2011 - 18:08

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